Sesto San GiovanniToday

Arcigay nelle scuole di Sesto, Rita Innocenti risponde a Di Stefano

Scoppia la polemica tra l'assessore alle pari opportunità e il consigliere di Forza Italia

Una storia fatta di circolari alle scuole e richieste all'amministrazione comunale, è quella scoppiata a Sesto San Giovanni. Protagonista l'assessore alle pari opportunita Rita Innocenti e il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Di Stefano. La prima ha inviato lo scorso luglio una presentazione del progetto RE.A.DY alle scuole del territorio, a quel nome corrisponde la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere). Il consigliere dell'opposizione, invece, ha chiesto al sindaco Monica Chittò di poter visionare meglio questa documentazione, per capire se la famiglia "tradizionale" fosse messa a rischio all'interno degli istituti scolastici. 

Il contrattacco di Rita Innocenti, ovviamente, non è tardato ad arrivare: "agli istituti superiori di Sesto San Giovanni, ho inviato una semplice lettera di presentazione, senza quindi nessuna valenza di carattere normativo o tanto meno impositivo; ne è la riprova il fatto che nessun istituto ha ritenuto di aderire a tale progetto".

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"Proprio la metodologia adottata - ha dichiarato ancora l'assessore - risultava quindi del tutto rispettosa della possibilità per gli istituti di scegliere percorsi educativi autonomi, come indicato dal recente disegno di legge sulla Buona scuola, cui il Consigliere fa riferimento. Infine, la presenza dell'aggettivo educativo nella frase sopra riportata e il richiamo fatto dal Consigliere stesso all'obiettivo (condivisibile) di combattere le discriminazioni fanno apparire problematica la distinzione tra insegnamento ed educazione cui il comunicato fa riferimento. L'insegnamento dei principi fondamentali della costituzione equivale, come indicava anche l'allora ministro Gelmini, ad un'educazione alla cittadinanza, che significa il rispetto per ogni cittadino senza differenze di sorta, come recita l'articolo 3 (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali)".

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