Sesto San GiovanniToday

Di Stefano contro la moschea: "Pulizia etnica in alcuni Paesi islamici"

Il consigliere di Forza Italia di Sesto San Giovanni è scettico sulla costruzione della moschea che probabilmente sorgerà nel territorio a nord di Milano

La nascita della moschea, su un’area di 3mila mq e che sarà un luogo di culto per oltre 5mila musulmani, sembra prossima. Una collocazione, a detta di chi la vuole, strategica, a Sesto San Giovanni al confine con diversi comuni come Milano, Cinisello, Bresso, Cologno e Monza. C'è però anche un fronte del no che ha in Roberto Di Stefano, consigliare comunale di Forza Italia di Sesto San Giovanni, uno dei suoi più accesi esponenti.
 
"Oggi il Medio Oriente è una polveriera - afferma Roberto Di Stefano - in molti paesi dell’Islam vi è in atto una vera e propria pulizia etnica e religiosa".

"Servono norme più restrittive - continua il consigliere forzista - specie dopo la relazione dei servizi segreti che definiscono le moschee luoghi di indottrinamento ideologico e reclutamento di aspiranti combattenti per la jihad. Stiamo aspettando ancora una presa di posizione della comunità Islamica locale contro gli efferati crimini dell'Isis nei confronti della persecuzione di cristiani e delle minoranze religiose in molti paesi dell'islam. Il Comune di Sesto non ha fatto nulla per la sicurezza non accettiamo una convenzione firmata il 27 dicembre 2013, approfittando della chiusura del consiglio comunale per le festività natalizie, chiediamo garanzie.

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"E’ necessario - conclude Di Stefano - un intervento della regione Lombardia per definire regole condivise come la tracciabilità delle fonti finanziarie utilizzate, un albo degli imam e che il culto non sia utilizzato per veicolare messaggi d’odio verso l’occidente. In assenza di una normativa nazionale, dovrebbe essere la regione insieme ai sindaci coinvolti a predisporre un regolamento per la sicurezza prima di autorizzare la moschea. Forza Italia è sempre stata favorevole al tema dell’integrazione religiosa e della libertà di culto, ma questo delicato argomento non era da affrontare a colpi di maggioranza e senza regole condivise con gli altri comuni del Nord Milano".

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