Sesto San GiovanniToday

Di Stefano: "Per la sinistra sestese anni di clientelismo"

Il consigliere comunale interviene sulla decisione dell'amministrazione di riorganizzare il personale e tagliare le spese. "È riconosce di aver fatto politica prelevando soldi dalle tasche dei cittadini ed ora" è l'affermazione del capogruppo di Forza Italia

L’amministrazione di Sesto San Giovanni, durante l’ultima seduta consiliare, ha deciso per una riorganizzazione del personale per portere giovamento alle casse del comune.

Dai banchi dell’opposizione Roberto Di Stefano, capogruppo di Forza Italia, ha dichiarato: “L’amministrazione Chittò si è svegliata solo ora dopo anni di gestione clientelare. Se prima i 13 dirigenti arrivavano a guadagnare in media 130mila euro a testa, a conti fatti il primo cittadino si è reso conto che è sconsiderato continuare su questa strada e che bisogna porre un rimedio immediato attraverso il rigore e i tagli alla spesa”.

“Il metodo clientelare - continua Di Stefano - adottato fino ad oggi dall’amministrazione comunale vedeva l’impiego di un numero di dirigenti al di sopra delle reali necessità, figlie di assunzioni cosiddette a chiamata e non per mezzo di un normale e più corretto bando. E poi ci sono altri 50 dipendenti che grazie alla posizione organizzativa e all’alta professionalità, percepiscono migliaia di euro, circa 16mila all’anno, come extra".   

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“Dall’opposizione – conclude l'esponente di Forza Italia - abbiamo più volte evidenziato come la cattiva amministrazione avrebbe potuto creare una voragine nelle casse del comune. Fino ad oggi, quindi, i cittadini hanno pagato di tasca propria questo metodo, che ha dato i suoi frutti politicamente ma di fatto non ha funzionato come servizio alla collettività. Aspettiamo ora di capire se esista la reale volontà di riorganizzare o se questo sia l’ennesimo tentativo di spacciare come nuovo il solito vecchio metodo del cambiare perché tutto resti come prima. Meno spesa pubblica per avere meno tasse e dopo averlo denunciato da anni finalmente arriva un riconoscimento di come questo clientelarismo di sinistra ha funzionato. Meglio tardi che mai”.

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