Sesto San GiovanniToday

Sesto, un bunker scoperto nel cortile della scuola Dante

Un bunker del 1940 è stato scoperto durante i sopralluoghi preliminari per i lavori di rifacimento del giardino della scuola Dante. Una ricerca nell’archivio storico del Comune ha portato alla luce documenti che confermavano la costruzione della struttura

Un bunker del 1940 ormai sepolto e dimenticato, riscoperto durante i sopralluoghi preliminari per i lavori di rifacimento del giardino della scuola Dante.

La scoperta è avvenuta in seguito all’avvio di un progetto diretto al coinvolgimento di alunni, insegnanti e personale nell’elaborazione creativa di proposte per il rifacimento del giardino dell’istituto. La prima fase del percorso ha previsto una serie di interviste ad anziani sestesi per capire come doveva essere quell’area prima della costruzione della Dante, avvenuta negli anni settanta.

Da queste interviste è emerso che lì, già negli anni trenta, esisteva la Società anonima Puricelli strade, in seguito trasformata nella più nota Italstrade, società che materialmente ha inventato e realizzato le prime autostrade italiane. Le voci raccolte hanno inoltre sottolineato come lì sotto poteva forse nascondersi un grande bunker antiaereo fatto costruire all’inizio della seconda guerra mondiale per proteggere gli operai della società e di cui si erano perse le tracce.

Una ricerca nell’archivio storico del Comune ha portato alla luce documenti che confermavano la costruzione della struttura e persino il progetto esecutivo che, confrontato con le planimetrie attuali e le immagini satellitari, combaciava alla perfezione con l‘attuale collinetta del giardino.

Prima di Natale i tecnici del Comune di Sesto capitanati dall’ingegner Fabio Fabbri, guidati dalle informazioni raccolte durante queste interviste e dalle ricerche d’archivio hanno scoperto che, sotto la piccola collinetta nel giardino della scuola Dante, si nascondeva effettivamente qualcosa di più di semplice terra.

Il problema serio, una volta avuta la conferma dell’esistenza del bunker, era però quello di trovare la porta d’ingresso, essendo ovviamente impossibile entrare attraverso le spesse pareti in cemento armato.

Sabato 23 gennaio, durante la giornata “La città tridimensionale” – evento nel quale gli alunni hanno presentato al Comune e ai genitori l’elaborato finale del percorso di progettazione partecipata - il duplice colpo di fortuna: è stato infatti notato un basamento in calcestruzzo che nascondeva una cavità. Dopo brevi ed emozionanti scavi la porta d’ingresso del bunker è venuta alla luce e – secondo colpo di fortuna – era incredibilmente aperta, permettendo così di esplorare immediatamente l’interno grazie alla collaborazione dello speleologo Gianluca Padovan.

La struttura è ancora in perfette condizioni, realizzata in cemento armato all’esterno e mattoni all’interno del tunnel, ed è di grandi dimensioni.

Adesso i tecnici del Comune devono capire come coniugare i lavori di riqualificazione del giardino della scuola con la salvaguardia e il recupero della struttura, un vero e proprio tesoro nascosto riemerso dal passato.

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