Sesto San GiovanniToday

Genitori protestano: «Pasti insufficienti a scuola». E per due giorni danno panini ai figli

Ma la dirigenza scolastica "obbliga" gli alunni a servirsi della mensa scolastica, pagandola

Repertorio

Sciopero della refezione scolastica a Sesto San Giovanni per due giorni di seguito. Ma con polemica. Succede alla scuola primaria Mario Galli di via Podgora 161. Da una parte i genitori di 122 alunni di quinta, dall'altra la dirigenza scolastica e l'azienda che fornisce la refezione, la Dussmann.

I genitori sono esasperati perché, a fronte di una spesa superiore a 5 euro al giorno per ogni alunno, a loro dire la qualità dei pasti sarebbe mediamente «molto carente», la scelta dei cibi «discutible» ma, soprattutto, le porzioni «scarse». In tal senso, una mamma ha riferito a MilanoToday che diverse volte le maestre hanno ceduto le loro porzioni ai bambini per far loro mangiare quantità adeguate di cibo.

Dopo diverse segnalazioni e anche tentativi di mettersi in contatto con la Dussmann per affrontare questi problemi, i genitori hanno pensato che l'unica strada loro rimasta fosse quella di protestare, rinunciando per due giorni consecutivi al servizio mensa e fornendo ai propri figli un panino da portare a scuola.

Su questo, però, si è aperto lo scontro con la preside della Mario Galli. Che non ha assolutamente voluto saperne di far consumare ai bambini il panino. «Ha imposto alle insegnanti di segnare comunque la presenza dei bambini in mensa, obbligandoli a consumare il pasto proposto dalla Dussmann e ci ha negato il diritto di sciopero».

I genitori restano sul piede di guerra. E citano una sentenza del Consiglio di Stato secondo cui le famiglie che trovano eccessivamente caro o non adeguato il servizio mensa possono evitare di usufruirne, fornendo ai propri figli un panino o un piatto freddo, mentre la scuola è obbligata a mettere a disposizione lo spazio per pranzare.

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Non solo, ma una nota del Ministero dell'Istruzione (n. 348/2017) rendeva conto della "libertà di pasto" per i bambini e le loro famiglie, consentendo il pasto domestico nei locali scolastici in seguito a sentenze favorevoli ai genitori. La preside della Mario Galli non avrebbe quindi, in quest'ottica, garantito un diritto ai genitori.

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