Sesto San GiovanniToday

Sesto, il candidato sindaco grillino e quella mail per chiedere lavoro al “rivale” alle elezioni

Foderaro, candidato dei 5 stelle, ha inviato una mail a Di Stefano prima del ballottaggio

Il grillino Foderaro, il neo sindaco Di Stefano e la moglie Sardone

Una mail perfettamente legale, senza dubbio. Ma, altrettanto senza dubbio, inopportuna per tempi, modi e destinatario. 

È bufera vera nel Movimento cinque stelle di Sesto San Giovanni, che sta facendo i conti con il “caso Foderaro”, l’ex candidato sindaco arrivato quarto alle ultime elezioni che hanno visto trionfare il candidato di centrodestra Roberto Di Stefano nella “ei fu” Stalingrado d’Italia

A far esplodere la bomba, sabato, è stato un articolo di Michele Nasso su “La Stampa, che ha portato alla luce un contatto proprio tra Foderaro e Di Stefano - marito di quella Silvia Sardone volto noto di Forza Italia - nei giorni precedenti al ballottaggio, dove si è poi concretizzata la rimontona del centrodestra. 

Foderaro, giovane ingegnere in cassa integrazione, scrive dalla sua casella di mail privata un messaggio indirizzato direttamente a Di Stefano. Il motivo? Chiedergli un lavoro. 

La mail del candidato grillino al rivale prima del voto

“Quello che cerco - si legge, riporta La Stampa - è una posizione gestionale manageriale affine alla mia esperienza, cioè in It per privati che lavorano per la Pa, come ad esempio Lipsia o affini collegati in Lombardia o anche Area, su temi di appalti e bandi. L’ideale - si conclude la mail, dal tono abbastanza colloquiale - è per me trovare una posizione che mi permetta di gestirmi il tempo. Prima risolvo, meglio è”. 

Foderaro, in grande sostanza, chiede a Di Stefano un lavoro in una delle controllate di regione Lombardia, che da sempre risentono della “influenza” di Forza Italia e Lega Nord. È il 14 giugno: i grillini sono già fuori dai ballottaggi e Di Stefano cerca apparentamenti, che troverà poi nel terzo polo, i cui voti sono probabilmente risultati decisivi per la vittoria finale del 25 giugno

L’opportunità della mail, insomma, sembra abbastanza evidente. E lo stesso Foderaro lo ammette a La Stampa, con un laconico “ho sbagliato a inviare quella mail”. 

Mail di Foderaro a Di Stefano: la difesa del grillino

Domenica, però, l’ex candidato grillino dal suo profilo Facebook rincara la dose e annuncia di essere pronto a farsi da parte. “Tutto questo teorema di fantapolitica nasce da un curriculum vitae, quello pubblico che si può scaricare on line, ad esempio su Linkedin o sulla piattaforma Sai Chi Voto. Un curriculum che è stato inviato per posta elettronica con una breve descrizione del mio profilo professionale. Tanto è bastato - scrive - per certificare uno scambio illecito di voti e favori. Non pensavamo si arrivasse tanto”.

“Probabilmente qualcuno vuole delegittimare il Movimento 5Stelle, che fa della trasparenza e della legalità i suoi valori fondanti. Sicuramente - ammette - è stata una sciocchezza mandare il mio cv sotto quella forma. Un peccato di ingenuità. Tuttavia, quella vicenda non riguarda l’azione politica. E di certo non aspettavo di essere eletto a sindaco per sistemarmi”. 

"In ogni caso - conclude -, ho già messo a disposizione del Movimento 5 Stelle le mie dimissioni.

"Caso Foderaro": la rabbia del M5s

Eppure, nel Movimento cinque stelle non tutti hanno preso benissimo questa “ingenuità. Il più arrabbiato per la figuraccia - racconta sempre La Stampa - è Stefano Buffagni, consigliere regionale: “Foderaro è un pirla e pure ingenuo - le sue parole -. Mette in difficoltà tutti nel Movimento, soprattutto chi non lo conosce. È una cosa grave e inaccettabile quello che ha fatto. Non sappiamo che fare - il j’accuse di Buffagni - di fronte ad uno di noi che chiede un posto in regione facendo leva sulla sua posizione”.  
 
Sdegnata, naturalmente, anche la reazione di Monica Chittò, ex sindaco di Sesto sconfitta proprio da Di Stefano: “Sono sbalordita per questo scambio di e-mail. È un caso di inopportunità che in politica ha un peso. Ritengo molto grave - sottolinea - che un candidato sindaco si metta a trattare per le questioni personali durante il ballottaggio. Ancora più grave da chi dà lezioni di moralità e onestà e si è imposto come una forza anti-sistema”. 

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