Sesto San GiovanniToday

CasaPound a Sesto: prima negata, poi concessa piazza Resistenza per presidio antifascista

Il no della polizia locale a "qualsiasi raduno politico in piazza" per il 18 gennaio, giorno del contestato convegno del movimento neofascista: poi il sì del capo della polizia locale

Si farà il presidio antifascista del 18 gennaio a Sesto San Giovanni, previsto per le ore 16, contro il raduno di CasaPound, movimento di ispirazione neofascista. Inizialmente la polizia locale del Comune dell'hinterland di Milano aveva però negato lo spazio per una raccolta firme in piazza Resistenza, aggiungendo che, sempre in quella piazza, "è intenzione dell'amministrazione non concedere in ogni caso autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico di carattere politico".

Vietato, dunque, manifestare contro il convegno di CasaPound per "ordine pubblico"? Lo sdegno del Comitato antifascista di Sesto si era fatto sentire: "Non possiamo che chiederci da quando i cittadini di Sesto non siano più autorizzati a manifestare il proprio pensiero politico nella piazza in cui ha sede il loro Comune, intitolata peraltro alla Resistenza".

Gli antifascisti aggiungevano di rifiutare "qualsiasi divieto generalizzato e immotivato della polizia locale, che rappresenta una negazione della libertà politica di tutti". Poi l'appello all'amministrazione comunale da parte del Comitato: "Ci auguriamo che permetta ai cittadini di esprimere il loro dissenso rispetto a una politica comunale che accoglie a braccia aperte i 'fascisti del terzo millennio' e rifiuta la concessione di suolo pubblico alle associazioni antifasciste".

E il braccio di ferro ha dato i suoi frutti: venerdì 11 gennaio, durante un colloquio tra rappresentanti del Comitato e il capo della polizia locale, è arrivato il fatidico sì alla piazza. Che quindi sarà presidiata il 18 dagli antifascisti che manifesteranno contro il convegno di CasaPound.

Il "tira e molla" sui banchetti 

Non è l'unico "strappo" tra amministrazione e Comitato antifascista degli ultimi giorni. C'era stata polemica anche per i banchetti di raccolta firme (per la petizione contro il convegno di CasaPound, che ha già raccolto 3 mila sottoscrizioni) che il Comitato avrebbe voluto organizzare dall'11 al 17 gennaio, ogni giorno, sempre in piazza Resistenza.

La polizia locale inizialmente aveva negato in toto l'autorizzazione, ma la questura (contattata dal Comitato) aveva fatto sapere ai vigili sestesi che non potevano negare un permesso per un banchetto, visto che non sono autorizzati a permetterlo o negarlo. Così la polizia locale ha concesso l'occupazione del suolo pubblico ma solo per le giornate dell'11, 12, 14 e 16 gennaio.

Svastiche alla sede di Rifondazione

Nel frattempo, la mattina dell'8 gennaio sono apparse svastiche, croci celtiche e scritte di ispirazione fascista sullo spazio affissioni riservato a Rifondazione Comunista in zona Cascina Gatti, a Sesto San Giovanni. "Una provocazione frutto del clima che si vive a Sesto in queste settimane", ha dichiarato Matteo Prencipe, segretario milanese di Rifondazione, riferendosi al convegno di Casapound, a cui "il sindaco Roberto di Stefano non si è fatto alcun problema a concedere uno spazio pubblico, 'Spazioarte'".

Il raduno e gli ospiti esterni

Il raduno del 18 gennaio si intitola "Nessuna Europa è possibile". Oltre al moderatore del convegno (il giornalista de Il Giornale Giangiacomo Della Frattina), parleranno il leader di CasaPound Simone Di Stefano e la milanese Angela De Rosa. Gli altri ospiti sono esterni al movimento di estrema destra. Si tratta di Fabio Boniardi (deputato della Lega, ex assessore a Bollate), Paola Frassinetti (deputata di Fratelli d'Italia), Alessandro De Chirico (vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino) e Ilaria Bifarini (economista).

Boniardi ha fatto sapere di "non temere il confronto" e ha smentito vicinanze con CasaPound: "Siamo stati invitati per parlare di Europa", ha affermato. "Quando l'Anpi ci chiamerà, e sono anni che aspettiamo, andremo anche a casa loro a discutere delle nostre idee". "Le mie idee, nel caso dell'evento del 18 gennaio, sono in netta contrapposizione con quelle di CasaPound perché mi ritengo un europeista convinto. Sosterrò come sempre le mie opinioni", ha invece dichiarato De Chirico.

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